When Asperger’s / autistic people appear soulless…

We’re not.  I promise.

If you tell me that something bad has happened to you or that you’re sad or upset, I may not respond right away.  Or, I might respond fairly quickly, but say something awkward.  As in, the Wrong Thing.

Either way, I may appear to not care.  I may appear to lack feelings.  Maybe even a heart.  Maybe even a soul.

This may upset you even more.

Please understand that that’s not my intent.

I (we) really do care.  I really do have a heart.  I really do have a soul.

It’s just that it often takes me (us) longer to respond.  I have to process what I’ve just heard.  I have to overcome my own (deep, complicated) emotional response (which is always a challenge in itself because I care so much about you and knowing that you’re suffering is overwhelming for me). 

I have to do what every other human being in this situation has to do.  But for me (and many other people “with” Asperger’s/autism, it sometimes seems to happen in slow motion.

First, I have to identify my emotions.  Next, I have to find the right words to express my thoughts and feelings (which is also hard).  Then I have to find my words (which in itself can be difficult, too).  And then I have to find the right way to say it.  With the right tone of voice.  With the right facial expression.

And within the right time frame.

And therein lies the kicker.  Indeed, there seems to be a “right” time frame in which it’s acceptable to respond; anything longer than that is unacceptable and somehow “weird”.  This social rule is unwritten and mostly unrealized, because it comes instinctively to other people, but it’s there, and it becomes painfully apparent to me, because that’s the part where I screw up.

If I could simply pause time, and be given enough time to collect my thoughts and plan what I’m going to say, this wouldn’t be an issue.

But I have two choices:

  1. Respond in a “normal” time frame, and potentially say the Wrong Thing, or
  2. Sit for a minute, probably stare into space, and respond “correctly”, but only after taking too long.

Either way, we’re both doomed.  Or so it seems.  I’m doomed because I come across as one or more of the labels that get foisted upon us: cold, aloof, insensitive, incompetent, or “slow” or “stupid”.  You’re doomed because you have me for a friend and you made the mistake of looking to me for support.

Neither of us is really, actually doomed, of course.  It just looks that way until an understanding is reached.

I’m writing this to try to establish that understanding.  What I (we) need you to know is that you did the right thing by confiding in me, sharing with me, looking to me for support.

I (we) can do and be all of those things.

We just do it differently, is all.

We can choose between doing it a bit more awkwardly, or a bit more slowly.

But I can measure up. I can fill that role. I can be that friend. I am that friend.

Having the Asperger’s neurotype makes me a different kind of friend.  But it makes me a rock-solid kind of friend.  A real kind of friend, whom you can be real with, without having to impress.  You can let down your guard.  You can be you.  (I’m going to see the real you anyway.)  You can tell me those personal things.  I will be there for you.  I’m not going anywhere.

My heart will be with you, too, even if my thought process isn’t always fast enough and my words don’t always cooperate.

That’s not to say, however, that someone without Asperger’s isn’t a good, real friend, of course.  After all, I know you, and odds are that you’re not Aspergian/autistic–and you’re sure as hell an awesome friend.

In fact, you’re such an awesome friend that I do want to be there for you, I do honor the fact that I’m your confidante, and I don’t want to add any more to your suffering.  I want to build a bridge and help us to reach an understanding.  Which, I reckon, is the whole point of my writing this 🙂

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21 Comments

  1. Reblogged this on ioinviaggio and commented:
    Questa è una preziosa testimonianza di una persona autistica che desidera costruire un ponte con tutte le persone, un ponte fatto di comprensione, accoglienza e amicizia. Ci racconta quanto importante sia per lei la vera amicizia e quanto una persona autistica abbia realmente a cuore i propri amici al di là di ogni apparenza o etichetta, e al di là di ogni parola… Perché l’amicizia a volte è un silenzioso e vivo linguaggio del cuore…

    Quando le persone con autismo sembrano senz’anima … #ActuallyAutistic Asperger

    Non lo siamo. Ve lo assicuro.

    Se tu mi racconti che ti è successo qualcosa di brutto, o che sei triste o sconvolto, io non posso risponderti subito. Oppure, potrei rispondere abbastanza rapidamente, ma rischierei di dirti qualcosa di imbarazzante, oppure la cosa sbagliata.

    Ad ogni modo, può sembrare che a me non importi di te. Posso apparirti priva di sentimenti. Forse anche di un cuore. Forse anche di un’anima.

    Questo può sconvolgerti ancora di più.

    Per favore ti prego di capire che non è mia intenzione.

    Io ho, noi abbiamo, davvero cura di te. Io ho, noi abbiamo davvero un cuore. Io ho, noi abbiamo, davvero un’anima.

    E ‘solo che spesso mi occorre più tempo per rispondere. Devo elaborare quello che ho appena sentito e provato. Devo superare la mia profonda, complicata risposta emotiva, che è sempre una sfida in sé, perché davvero io ci tengo cosi’ tanto a te che sapere che stai soffrendo è qualcosa che mi sovraccarica.

    Dovrei fare quello che ogni altro essere umano in questa situazione deve fare. Ma per me e per molte altre persone “con” autismo o asperger syndrome, a volte per me le cose sembrano funziona al rallentatore.

    In primo luogo, devo identificare le mie emozioni. Quindi, devo trovare le parole giuste per esprimere i miei pensieri e sentimenti (cosa difficile). Poi devo trovare le mie parole (che di per sé può essere difficile, troppo). E poi devo trovare il modo giusto di dirlo. Con il giusto tono di voce. Con l’espressione facciale adeguata.

    Ed entro un lasso di tempo giusto.

    E qui sta il difficile. In effetti, pare che ci sia un lasso di tempo “giusto”, in cui è accettabile dare una risposta ; un lasso di tempo troppo lungo niente è inaccettabile e in qualche modo considerato “strano”. Questa regola sociale non è scritta e per la maggior parte non realizzata, perché viene istintivo ad altre persone, ma esiste questa regola , e diventa dolorosamente evidente per me, perché questa è la parte in cui io fallisco rovinosamente.

    Se potessi semplicemente mettermi in pausa, ed avere abbastanza tempo per raccogliere le idee e pianificare ciò che sto per dire, allora non sarebbe un problema.

    Ma ho due scelte:
    1.Rispondere in un lasso di tempo “normale” , e potenzialmente dire la cosa sbagliata
    2.Sedere per un momento, probabilmente fissare il vuoto, e rispondere “correttamente”, ma solo dopo aver impiegato troppo tempo.

    In entrambi i casi, sono comunque spacciato, o almeno così sembra. Sono spacciato perché vengo giudicato come una o più delle etichette che di solito ci appiccicano tipo che sono freddo, distaccato, insensibile, incompetente, o “lento” o “stupido”. Tu sei spacciato perché hai me per un amico ed hai fatto l’errore di cercare in me un aiuto.

    Nessuno di noi lo è davvero, in realtà spacciato. Sembra proprio in questo modo finché non si riesce a comprendere questa cosa.

    Sto scrivendo questo per cercare di far comprendere questa cosa. La verità è che io ho bisogno che tu sappia che tu hai fatto la cosa giusta a confidarti con me, a condividere con me il tuo problema e a cercare in me un aiuto.

    Io sono, le persone con autismo sono, in grado di fare e di essere tutte queste cose.

    Soltanto lo sappiamo fare in un modo differente, ecco.

    Possiamo scegliere tra farlo un po’ più goffamente, o un po’ più lentamente.

    Ma posso gestire questa cosa. Posso fare quel ruolo. Io posso essere quell’amico. Io sono quell’Amico.

    Essere autistico o con Asperger syndrome fa di me un tipo differente di amico. Ma fa di me un amico molto forte e solidale. Un amico vero e sincero, che può essere vero con te senza doverti impressionare. Puoi abbassare la guardia con me. Puoi essere te stesso con me. (Io vedrò il tuo vero te stesso) . Puoi dirmi le tue cose personali e private. Io ci sarò per te. Non vado da nessuna parte.

    Anche il mio cuore sarà con te, sebbene se il mio modo di processare il pensiero non è sempre abbastanza veloce e le mie parole non sempre cooperano.

    Naturalmente questo non significa, però, che le persone senza autismo o Asperger non sono buoni e sinceri amici. Dopo tutto, lo so, ed è probabile che tu non siaAspergian / autistico, e di
    sicuro sei un amico fantastico.

    In realtà, sei un amico così fantastico che io voglio essere lì per te, io voglio onorare il fatto che sono il tuo confidente, e non vorrei aggiungere altro alla tua sofferenza. Vorrei costruire un ponte che possa aiutare me e te a comprenderci per davvero. E ciò, secondo me, questo è il fine della mia scrittura.

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  2. Sorry, yesterday I forgot to translate my introduction to your post, here it is:

    This is a valuable testimony of an autistic person who wants to build a bridge with all the people, a bridge made of understanding, acceptance and friendship. It tells us how important is true friendship and how an autistic person has really care about their friends beyond all appearances or labels, and beyonds every word … Because friendship is sometimes a silent and live language of the heart …

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